mercoledì 30 dicembre 2009

La sauna e i suoi benefici


Il periodo invernale rappresenta il momento ottimale per concedersi una SAUNA.

Vediamo insieme quali sono i suoi benefici.

Migliora circolazione e pressione sanguigna, favorisce un miglior funzionamento del metabolismo, previene malattie influenzali rinforzando il sistema immunitario.Migliora il funzionamento degli organi interni (in special modo reni, fegato,pancreas) , aiuta ad eliminare le tossine, gli acidi urici, i grassi superflui e le scoriemetaboliche. Favorisce il recupero dopo attività fisiche, agisce rilassandobeneficamente sia il sistema nervoso che i muscoli.Migliora il sistema di termoregolazione corporea e il funzionamento delle ghiandolesudoripare, rendendo la pelle più morbida, tonica, vellutata ed elastica. Miglioral’equilibrio psicofisico ed il corpo ne risulta rinvigorito. Favorisce una miglioresopportazione degli sbalzi di temperatura, delle condizioni ambientali e innalzasensibilmente la soglia del dolore.

Ma cos'è la sauna?

E' semplicemente un bagno di aria molto calda e secca che si effettua in un ambiente chiuso dove un'apparecchiatura specifica riscalda e deumidifica l'aria.

Una buona regola prima di fare la sauna è di fare una doccia a temperatura ambiente per aprire i pori della pelle e rilassarsi; dopodichè si entra bagnati per qualche minuto nella sauna, poi si esce nuovamente per fare un'altra doccia più fredda e quindi si rientra nella sauna stessa.
Solitamente si consiglia di non superare 15-20 minuti e comunque di adattare il proprio corpo a gradi e con tempi più brevi, per evitare disturbi della pressione arteriosa.

Quindi direi che è un ottimo momento di benessere anche per noi subacquei...anche se è sconsigliato concedersi una sauna dopo un'immersione in ARA

sabato 19 dicembre 2009

La mezza locusta

Proni, stendiamo le braccia sopra la testa, il mento a terra; inspirando profondamente, sollevare la gamba sinistra tesa e contemporaneamente alzare la testa e il braccio destro teso con il palmo della mano rivolto verso il pavimento. Trattenere per qualche secondo il respiro in questa posizione e poi nell'espiro ritornare nella posizione di partenza.



Ripetere l'esercizio invertendo gamba e braccio.


L’attenzione è al respiro che scioglie le tensioni del corpo.

Questo semplice esercizio, come tutti gli esercizi yoga, va eseguito con lentezza seguendo il proprio ritmo; rinforza la muscolatura paravertebrale, quindi è estremamente utile per la salute della colonna e migliora la respirazione.

sabato 5 dicembre 2009

Watsu


Durante il Convegno ApneAnimaMente di Lignano Sabbiadoro abbiamo avuto la possibilità e la fortuna di provare WATSU, una disciplina ancora poco conosciuta in Italia di cui ci siamo subito innamorati.
Ma cos'è Watsu?
Il Watsu è un’Arte per la Salute nata oltre un quarto di secolo fa dalla sensibilità creativa e dalla abilità operativa di Harold Dull, poeta e ricercatore.
All’inizio il Watsu nacque dal desiderio di coniugare due grandi amori: l’acqua (Water) e lo Shiatsu; infatti Harold Dull, dopo aver viaggiato in Oriente ed imparato lo Zen Shiatsu dal Maestro Masunaga, tornò a vivere ad Harbin, località termale californiana già sacra ai Nativi Americani, ed iniziò a sperimentare la pratica dello Shiatsu immerso nelle calde acque.
Quest'arte include digitopressioni tipiche dello Shiatsu ma non si esaurisce in quelle, ma spazia dai delicati stiramenti al dondolio in sospensione, dal relax profondo all’ascolto consapevole di se stessi.
Per chi non ha confidenza con l’acqua, o ha vissuto esperienze traumatiche legate ad essa, il Watsu può essere un modo di riavvicinarsi gradualmente a questo elemento riconquistando la fiducia ed il piacere di immergervisi.
Invece per chi come noi vive per e nell'acqua è un modo per riscoprirsi nel suo abbraccio e per rilassarsi completamente

Sotto trovate 2 video che abbiamo girato durante il laboratorio di Watsu, in cui Fraioli spiega, dimostrandola, la semplice sequenza che noi allievi ci siamo regalati a vicenda...si avete letto bene...REGALATI...perchè è stata un'esperienza veramente unica!!


lunedì 23 novembre 2009

Non solo piscina....


Nel post precedente abbiamo parlato dell'importanza dell'allenamento in piscina per tutti i subacquei ed in particolare per gli apneisti.

Ricordiamo che la piscina è fondamentale per mantenere i muscoli allenati al movimento che facciamo ogni volta che andiamo a fare un tuffo e in più ci permette di migliorare il nostro scivolamento in acqua con indubbi benefici per la nostra schiena.

Per fare un lavoro completo però pensiamo sia fondamentale anche l'allenamento a secco: sicuramente una corsetta o un giro in bicicletta sono ottimi soprattutto per migliorare la propria capacità cardiovascolare...però in inverno, a causa del freddo, del brutto tempo delle giornate corte, diventa difficile trovare il tempo per allenarsi all'aperto e quindi l'attività in palestra rappresenta la soluzione migliore e i motivi sono tanti..vediamo insieme quali sono.

Nella nostra tabella di allenamento non può mancare un buon programma in sala pesi: per i subacquei, ed in particolare per gli apneisti, la tabella deve essere studiata in maniera tale da non fare aumentare troppo la massa muscolare (più muscolo abbiamo e più ossigeno ci serve per farlo funzionare): quindi via a rinforzare la muscolatura delle gambe che devono avere la forza sufficiente per poter spingere le pinne sia per fare scatti fulminei ma anche per sopportare lunghe pinneggiate.
Ogni subacqueo deve poi curare con particolare attenzione anche la muscolatura del tronco che sembra che in acqua non sia coinvolta nel movimento, in realtà lavora tantissimo a livello posturale: quindi bisogna rinforzare addominali e dorsali.
I pescatori in apnea devono rinforzare anche la muscolatura di pettorali e braccia per caricare il fucile con gli elastici.

Anche in palestra ci si può dedicare al miglioramento delle capacità cardiovascolari: una corsa sul tapis roulant o sul glidex (molto meno impattante sulle ginocchia) o una pedalata sulla cyclette possono fare al caso nostro...sicuramente sono attività un pò noiose...
Quindi possiamo avvicinarci alle lezioni di gruppo di spinning: una pedalata a ritmo di musica dove si affrontano montagne, pianure e discese... Un ottimo allenamento cardiovascolare che ci permette anche di rinforzare la muscolatura delle gambe.

L'indoor rowing invece, anche se virtualmente, ci riporta sull'acqua: anche questa è una lezione di gruppo. Il bello è che si voga tutti insieme allo stesso ritmo, quindi anche chi è alla sua prima lezione si sente già parte del gruppo! Il rowing è tra le discipline più complete che ci siano perchè si lavora con tutta la muscolatura: si rinforza tantissimo la schiena, gli addominali sono sollecitati costantemente, per non parlare del lavoro di gambe e braccia...

Noi della Tribù abbiamo impostato in questo modo la nostra preparazione invernale e già durante l'estate appena passata abbiamo potuto constatare i benefici di questo programma di allenamento abbastanza intenso ma molto vario e gratificante.

Quindi vi aspettiamo in piscina per l'allenamento umido e alla palestra GYMTONIC di Sarzana dove troverete tutte le attività di cui vi abbiamo parlato in questo post.

sabato 7 novembre 2009

Inverno: la stagione per allenarsi in piscina

Ormai l'inverno è arrivato e diventa difficile poter andare in mare...ma vediamo il lato positivo di questa stagione che tutti bypasseremo molto volentieri: possiamo approfittarne per allenarci..d'altronde non possiamo pensare di cominciare la preparazione atletica in primavera...sarebbe troppo tardi!

Il nostro è uno sport acquatico e quindi l'allenamento in piscina è fondamentale sia dal punto di vista muscolare sia dal punto di vista mentale per mantenere il cordone ombelicale che ci lega all'acqua!

Ma come allenarsi?
Sicuramente con tanto nuoto in superficie con e senza pinne perchè ci permette di far lavorare la muscolatura esattamente come durante le nostre uscite in mare, inoltre ci consente di fare un ottimo lavoro cardiovascolare per migliorare le nostre soglie aerobiche (prossimamente faremo un post dedicato solo a quelle) e la nostra capacità di sopportare sforzi di lunga durata oppure sforzi brevi ma intensi (quello cambia a seconda el tipo di allenamento che andremo a fare).

Poi per noi che amiamo stare sotto il pelo dell'acqua non può mancare un pò di apnea dinamica: durante le sessioni di allenamento in questa disciplina dovremo lavorare sia per incrementare le nostre distanze ma come prima cosa sarà fondamentale migliorare la nostra tecnica di pinneggiata e lavorare sullo scivolamento in acqua.
Per lavorare su quest'ultimo aspetto noi ci stiamo servendo delle riprese subacquee: vedere il video della propria pinneggiata dà un aiuto fondamentale per visualizzare i propri errori e quindi, nella seduta di allenamento successiva, andare a lavorarci sopra per eliminarli.
Grazie a questo metodo, che abbiamo adottato a partire da quest'anno, i miglioramenti sono visibili e tangibili dopo ogni sessione in piscina.

Ultimi ma non meno importanti sono gli esercizi di rilassamento e respirazione in acqua: ci servono come preparazione prima della sessione di allenamento ma sono fondamentali per aumentare la percezione delle nostre sensazioni in acqua.

martedì 27 ottobre 2009

La respirazione costale

Già in altri post abbiamo parlato dell'importanza e dell'utilità delle tecniche del Pranayama per migliorare il nostro modo di respirare e di conseguenza la nostra apnea. In questo post vedremo insieme un esercizio molto semplice e adatto a chiunque e che serve per la RESPIRAZIONE COSTALE.
La respirazione costale è una parte di quella completa: in questo esercizio ci concentreremo solo su questa parte facendo incanalare il flusso della respirazione nella zona laterale del tronco per permettere alla cassa toracica di espandersi.

Bisogna assumere una posizione eretta in piedi, con le punte dei piedi rivolte verso l'esterno. Appoggiare la mano sinistra sulla coscia sinistra per sostenersi e allungare il braccio destro con il palmo in alto, lateralmente.
Ora ispirare lentamente e profondamente dal naso ed espirare lentamente. Durante l'espiro piegare lentamente il busto verso sinistra.

Con l'ispirazione successiva ritornare alla posizione di partenza, con il braccio destro che indica destra.

Ripetere l'intera sequenza sul lato opposto.
Eseguire l'esercizio tre volte per ogni lato.

Come accennato precedentemente, questa sequenza può essere effettuata da chiunque e non ha controindicazioni. Tra i suoi benefici, oltre quello di consentire una maggiore ossigenazione dei polmoni, c'è un'azione purificante e disintossicante sugli organi e favorisce il rilassamento.

Quindi buona respirazione costale a tutti!!

martedì 20 ottobre 2009

Il Freddo

Purtroppo è arrivato e anche tutto in una volta...di cosa stiamo parlando? Del FREDDO.

E allora ne approfittiamo per dare qualche consiglio su come affrontare le uscite invernali. In questo post non si parlerà di quale tipo di muta usare, di spessori, guanti ecc ecc ma vedremo iniseme come sopportare meglio il freddo con l'alimentazione.

Spesso e volentieri, sappiamo già dal giorno prima che si andrà in acqua e quindi dobbiamo cominciare a preparare il nostro corpo già il giorno precedente privilegiando, in particolare a cena, di alimenti con un alto contenuto di carboidrati complessi. Quindi mangeremo del riso o della pasta (non male l'idea di ricorrere alle farine integrali). Perchè? Perchè gli zuccheri rappresentano il nostro "carburante" per eccellenza e quindi dobbiamo prepararci le scorte!

Prima di andare in acqua, invece, dobbiamo assumere degli zuccheri semplici quindi mangeremo marmellata, fette biscottate o biscotti senza però appesantirci perchè con un pasto troppo abbondante rischiamo di far confluire troppo sangue allo stomaco a scapito delle nostre prestazioni e della nostra resistenza al freddo.

Usciti dall'acqua naturalmente ci cambieremo immediatamente indossando indumenti caldi, magari in pile, e cercheremo di coprire subito la testa che è una delle zone di massima dispersione di calore.
Inoltre berremo del thè caldo molto zuccherato che ha il doppio scopo di reidratarci e, grazie allo zucchero, di recuperare un pò di energie.

Nel pasto successivo all'uscita in mare possiamo mangiare un pò di tutto, privilegiando la componente proteica.