giovedì 6 marzo 2014

Matsyasana: il pesce



Matsya in sanscrito significa “pesce”. Nelle leg­gende indiane si narra del dio indù Vishnu che assunse tali sembianze per salvare il mondo dal diluvio. Matsyasana (Posizione del Pesce) deve il nome al fatto che permette di galleggiare nell’acqua co­modamente.
 
Matsyasana agisce in particolar modo sul torace. Poi­ché favorisce la respirazione alta a livello delle clavico­le, gli apici dei polmoni vengono ossigenati, purificati, fortificati e mantenuti sani. Ciò consente di espandere completamente la cassa toracica, giovando alla respi­razione profonda e aumentando la capacità polmonare. I muscoli del torace vengono tonificati, favorendo lo sblocco del dorso e aumentando forza e vitalità. Inoltre, scioglie e tonifica il collo. Scioglie le spalle, sensibilizza e ammorbidisce la schie­na, facendo circolare il sangue stagnante dove vi sono tensioni e generando un piacevole calore. Grazie all’estensione di tutta la colonna vertebrale, Matsyasana tonifica e dona benefici anche alla zona lombo-sacrale. Inoltre, allunga l’area del plesso solare (spesso soggetta a crampi e tensioni) decongestionandola. Tutti gli organi addominali vengono irrorati e massaggiati dalla respirazione profonda. È ottima per ridurre l’ad­dome, assottigliare il giro vita e in caso di costipazione. Le surrenali e il pancreas vengono stimolati. Tonifica e vitalizza la zona pelvica e gli organi genitali.
 
Variante facile. Sdraiati sulla schiena a gambe di­stese e piedi uniti. Sistema le mani sotto i glutei con il palmo a terra e le braccia con i gomiti vicini sotto la schiena. Ispira profondamente, solleva il torace e inarca la schiena, sostenendoti sui gomiti; lascia scivolare la testa indietro fino ad appoggiarne la sommità a terra. Dopo qualche respiro di assestamento, sposta i gomiti più avanti; inspira, fai scivolare la testa ancora verso il bacino, per accentuare l’arco dorsale. Per sciogliere la posizione, srotola bene tutta la colonna vertebrale. Il respiro è ampio, soprattutto nella parte alta del torace, mentre a livello addominale è ridotto. Quando espiri, svuota i polmoni completamente, fino a contrarre l’addome per espellere i residui d’aria. Inizialmente, mantieni la posizione per 10 respiri profondi. Grazie all’intenso stiramento della zona addominale, nel caso di costipazione, possono emergere nausea o capogiri; da qui l’importanza della pratica a stomaco vuoto e a intestino libero.


immagine da www.yogajournal.it


Variante con supporti. Se all’inizio hai la schiena molto rigida e curvata in avanti, puoi usare un mattone e un cuscino come supporti per ammorbidire e decongestionare tutta la parte alta. Così aiuti il torace ad aprirsi. La stessa cosa vale se hai problemi alle vertebre cervicali, perché in tal modo non inarchi troppo o non irrigidisci il collo, mantenendo la gola più morbida e il collo più rilassato. Sistema un mattone a terra e sieditici a circa due spanne, con le gambe allungate in avanti. Sdraiati con attenzione a terra, avendo cura di appoggiare il mattone sotto la schiena proprio tra le scapole, non più in basso, per sostenere il torace. Dopodichè, appoggia la testa su un cuscino (prima più alto, e via via più basso) per non gravare sul collo. Puoi tenere le braccia lungo il busto con le mani appoggiate sul bacino oppure distese lungo i fianchi. Mantieni la posizione con supporti più a lungo di quella classica (anche per 10/15 minuti), respirando profondamente e portando l’attenzione al torace, al respiro, stirando bene l’addome. Questa variante con supporti è ottima come preparazione a Matsyasana classico, perché espande progressivamente il torace e riscalda il dorso, allargando la respirazione e tutta la zona del cuore. Inoltre è molto rilassante, risveglia il respiro profondo, ecco perché la si può usare anche nelle fasi iniziali di una sessione di Pranayama.

immagine da www.yogajournal.it
Fonte: www.yogajournal.it

venerdì 24 gennaio 2014

Approfondimento sugli integratori


Sotto la Tenda dello Sciamano abbiamo già parlato di integratori dando dei consigli generici su cosa assumere durante le nostre uscite scuba, apnea e pesca in apnea.
 
Questo nuovo post nasce da una riflessione scaturita in questi mesi di allenamento in piscina e a secco, sedute di yoga  e Pranayama durante i quali, per la prima volta nella mia vita ho iniziato ad assumere degli integratori (ebbene si... nonostante sia da sempre una sportiva, insegni in palestra e vada in acqua da una vita, non ho mai preso niente!).
 
I risultati su di me e sulle persone che seguo mi hanno dimostrato che se veramente vogliamo fare un salto di qualità a livello di benessere generale (che poi chiaramente si ripercuote sulle nostre performances) non ci possiamo limitare al solo allenamento ma dobbiamo curare la "macchina corpo" anche e soprattutto da dentro. In questo modo i risultati sono nettamente migliori, si ottengono con meno sforzo e una volta acquisiti rimangono nostri!
 
Quindi non solo i "classici" integratori proteici ma una gamma di prodotti che va a soddisfare le esigenze di ciascuno di noi e alleviando (se non risolvendo) svariate problematiche di salute che limitano la nostra attività.
 
Alla base di tutto c'è la conoscenza di ciascun prodotto, della sua composizione e di come funziona a livello fisiologico al fine di individuare il prodotto ideale per ciascuno. Il tutto sotto la supervisione e consulenza di medici esperti.
 
Vi siete incuriositi?
Per saperne di più non esitate a contattarmi!

venerdì 13 dicembre 2013

Ujjayi Pranayama



Di solito proponiamo sempre asana o pratiche semplici perchè almeno anche chi legge senza aver mai praticato yoga può sperimentare davanti al pc.
Questa volta invece proponiamo una tecnica un pò più impegnativa ma solo perchè bisogna avere una conoscenza corporea e di sè maggiore rispetto al solito.
I benefici però sono indubbi!


Stiamo parlando della RESPIRAZIONE UJJAYI.
Diciamo subito i vantaggi: facilita la respirazione, cura numerosi disturbi della gola, aiuta nei sintomi asmatici e libera dal catarro.

L'etimologia di questo termine non è certa. Tradizionalmente Ujjayi prânâyâma viene tradotto come «il respiro vittorioso» in quanto per la sua esecuzione è necessario espandere al massimo il torace -atteggiamento tipico di un guerriero.
Una differente interpretazione prevede che il termine derivi dall'unione del prefisso ud, che significa «elevare», e della parola jaya, una tradizionale forma di saluto indiana: il termine quindi può indicare «ciò che si esprime ad alta voce» ed indicherebbe la non silenziosità di questo prânâyâma.

Seduti a gambe incrociate, la tecnica per eseguire Ujjayi consiste nel contrarre i muscoli alla base del collo, vicino all'inserzione delle clavicole, in modo da ostruire parzialmente la glottide - il segmento mediano della laringe che comunica con la regione posteriore del cavo della bocca.
La frizione dell'aria sulle pareti della laringe provoca un suono caratteristico, sordo e continuo, simile al flusso e al riflusso delle onde del mare sulla battigia; il suono deve risultare dolce e regolare, evitare dunque sforzi eccessivi e mantenere il corpo rilassato.
Conservare il controllo della cintura addominale per tutta la durata del prânâyâma; la contrazione dei muscoli addominali non permette al ventre di espandersi, pertanto l'inspirazione sarà principalmente toracica e subclavicolare. Tanto l'inspirazione quanto l'espirazione avvengono attraverso le narici, che rimangono rilassate e passive.


Inspirare lentamente contraendo i muscoli del collo per ostruire la glottide; quando il diaframma incontra la crescente resistenza offerta dalla cintura addominale verranno sollevate e dilatate al massimo prima le costole e infine la parte alta del torace. Al termine dell'inspirazione il torace risulta completamente espanso e non deve risultare possibile l'introduzione di un seppur minimo volume aggiuntivo di aria.
L'ostruzione parziale della glottide durante l'inspirazione causa un aumento della depressione intratoracica che ha come conseguenza un maggiore richiamo sulla circolazione venosa polmonare ed un incremento degli scambi gassosi e pranici; analogamente durante l'espirazione viene accresciuta la pressione intrapolmonare che contribuisce a mantenere l'elasticità dei polmoni.



Personalmente pratico Ujjayi Pranayama tutti i giorni, anche durante la pratica di asana.

sabato 7 dicembre 2013

Perchè il Pranayama

 
Sappiamo tutti che la respirazione è una parte importante dello yoga: tutte le asana, nella fase di entrata ed uscita dalla posizione hanno alla base il controllo del respiro. La respirazione è ancora più importante se pensiamo che uno degli “scalini” per arrivare al samadhi (il benessere) è proprio il Pranayama.
Ecco alcuni degli innumerevoli motivi per praticare Pranayama:
1 - Le pratiche di respirazione bilanciano rapidamente l’energia e stabilizzano gli stati d’animo. Utilizzando il respiro riusciamo a calmare il sistema nervoso e a ricaricarci di energia. A lungo termine la pratica del Pranayama aiuta a combattere ansia, stress, depressione, aumentando la consapevolezza di noi stessi.
2 - Il Pranayama permette, grazie all’immobilità del corpo, di rimanere concentrati su quelle che sono le nostre “qualità” interiori.
3 - La respirazione è una buona pausa tra un’asana e l’altra. Ci permette di trarre il massimo beneficio da ogni postura osservando cosa accade al nostro corpo

sabato 16 novembre 2013

Yoga sott'acqua

 
In attesa di proporvi una nuova asana da sperimentare, condividiamo con voi una notizia che arriva dall'Australia.
 
"Non solo in spiaggia, adesso lo yoga si pratica anche sott'acqua, dentro la barriera corallina dell'acquario di Sydney. Qui, nelle vasche del Sea life aquarium, Sasha Hawley fondatrice dell'associazione ''Yoga by the sea'' si esercita con muta e bombole seguendo le mosse dell'istruttrice Vivien Speers. Secondo i piani della Hewley l'evento non resterà un caso, nel futuro, assicura, altre classi saranno tenute nelle vasche del Sea Life" 
 
Per vedere altre immagini dello yoga subacqueo cliccate qui di fianco FOTO
 
Quasi quasi proviamo anche noi!
 
 

lunedì 21 ottobre 2013

Scene di Pranayama


Non sono solo ripresi gli allenamenti in piscina... anche le serate dedicate al Rilassamento e alla Respirazione.
 
Serate che spero abbiano arricchito i partecipanti quanto hanno arricchito me che ho condotto le lezioni.
Di seguito qualche immagine realizzata durante le prime 2 serate.





venerdì 6 settembre 2013

Yoga.. non si è mai smesso!

 
Eccoci già a Settembre.. e dopo la pausa yogica dell'estate (resa meno lunga da alcune serate dedicate al Pranayama) riprende l'attività del Centro Yoga a cui fa riferimento La Tribù!
 
A partire da Lunedì 16 Settembre riprendono i corsi, per conoscere giorni e orari basta cliccare sul link sotto
 
 
Naturalmente, anche se non sono indicate in orario, non mancheranno le serate dedicate al Rilassamento e al Pranayama. Verranno fissate a cadenza quindicinale
 
Da quest'anno il Centro non offrirà "solo" lo Yoga ma si è ingrandito con una sede distaccata dedicata ai massaggi (con possibilità di sauna)
 
Volete saperne di più? Cliccate qui di fianco PUNTO MASSAGGI
 
... e per saperne ancora di più potete visitare il sito internet del centro